News • Stravecchio e Duchessa, da Parma a Montepulciano
C’era una volta un’osteria parmigiana, dove il vino si versava per 36 centesimi al litro. Un secolo e mezzo più tardi cambiano i valori, ma non l’atmosfera: quella che sarà riprodotta giovedì 22 ottobre con Girogustando a Montepulciano, protagonisti il Ristorante Poggiardelli e l’Osteria del 36 di Parma.
L’OSPITE: OSTERIA DEL 36
Per le origini dell’Osteria del 36 dobbiamo risalire al 1880, anno di nascita della più vecchia osteria di Parma negli spazi di quella che era la lavanderia del convento di San Giovanni Evangelista. Prende il nome da una curiosa tradizione: un tempo il vino si vendeva a 36 centesimi al litro. Oggi l’osteria caratterizza una realtà che arriva fino al quartiere Spip, un’area industriale molto importante della città che Il locale rende viva anche quando tutti gli altri sono fermi, ovvero il sabato e alla domenica.
L’attuale gestione ha rilevato l’osteria nel 1997: propone una cucina saldamente legata alla tradizione emiliana, affiancata da alcuni spunti di gusto più contemporaneo. Da vent’anni è fortemente impegnata nel mondo del catering e del banqueting e nel 2019 è nata anche la pasticceria “Passioni del 36”, per curare la parte dolce degli eventi. Il menu tipico è quella della tradizione parmigiana, che abbraccia ricette fedelissime alla storia della città, per poi aprirsi alla contemporaneità e alla creatività. nella convinzione che un piatto non è solo un insieme di elementi dai sapori intensi, ma anche un gioco di forme e colori, una sperimentazione di prodotti nuovi abbinati alle cotture di sempre.
L’OSPITANTE: RISTORANTE POGGIARDELLI
Poco fuori dal centro abitato, sulle pendici delle meravigliose colline del vino Nobile, Poggiardelli è stato un luogo intimo per generazioni di poliziani, molti dei quali hanno celebrato qui le nozze nei decenni trascorsi. Dopo una pausa di alcuni anni, l’accogliente struttura collinare ha avviato nel 2022 il nuovo corso guidato da Mariana Paul, focalizzandosi su una attenta selezione di piatti della tradizione locale. In cucina c’è Giuseppe Laera, origini pugliesi per un estro culinario che sa farsi apprezzare sia per terra che per mare.
IL MENU A 4 MANI DEL 22 OTTOBRE
L'apertura del menu a 4 mani, per il pubblico del 22 ottobre, sarà affidata a un doppio antipasto che segna subito l'identità dei territori: il Prosciutto di Parma stagionato 30 mesi, servito con la classica e fragrante torta fritta parmense, incontra la "Memoria di fegatini toscani", una ricca terrina rustica sfumata al Vin Santo.
La sequenza dei primi piatti celebrerà la pasta fresca. Per cominciare con la tradizione di Parma, rappresentata dai classici tortelli d'erbetta avvolti da un velo di burro fuso e abbondante Parmigiano Reggiano, per poi passare alle note rurali toscane con "Il Bosco e la Cinta", invitanti tagliatelle ai grani antichi condite con ragù di Cinta Senese e profumati funghi porcini.
I secondi piatti regaleranno un'esperienza dal sapore nostalgico e aristocratico: il "Piccione ripieno", rievocazione dei pranzi festivi della domenica, affiancato da una raffinata degustazione dedicata al Parmigiano Stravecchio, impreziosito dall'Aceto Balsamico Tradizionale.
In chiusura, il dessert "La duchessa di Parma" adagiata su una morbida crema inglese, suggellerà un percorso gustativo armonioso.
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